Oggi gioco a Poker: la mia storia di business e “gioco d’azzardo”

Oggi gioco a Poker: la mia storia di business e “gioco d’azzardo”

Oggi gioco a Poker: la mia storia di business e “gioco d’azzardo”

Quando le ragazze del mio team di Pocket Manager, con tanto entusiasmo, mi hanno rivelato la tematica editoriale prevista per il mese di ottobre io ero, a dire la verità, molto scettica dentro di me.

GIOCO D’AZZARDO.

Ma cosa mai c’entra con il business?

Nella mia mente c’era un attimo di dubbio delle capacità di giudizio del mio team. Ma poi, no, non poteva essere… erano loro gli esperti riguardo alle tematiche delle pubblicazioni, non io. Mi autoconvinsi che era meglio “fidarmi”.

E quindi questa parola che non suscitava niente in me, GIOCO D’AZZARDO, me la tenevo lì e ci ruminavo sopra, sperando che prima o poi qualcosa mi venisse in mente per scrivere (come avrete visto, ognuna del nostro team contribuisce regolarmente al Blog di Pocket Manager).

E non ho dovuto aspettare tanto prima che una “rivelazione” iniziasse a prendere forma nella mia mente, rendendomi conto di quanto invece avessi in realtà già fatto esperienza proprio di questo nella mia vita da “imprenditrice principiante”.

Ecco, in questo articolo voglio raccontarvi un piccolo ma determinante pezzo di storia della mia attività da Coach professionista. Un’attività che è partita come un vero gioco d’azzardo ma che man mano si è trasformato in una bella partitona di Poker. Non sono più in completa balia del “vento della fortuna” e con orgoglio e tanta serenità posso dirvi che tutto ciò ha cambiato il modo di vivere la mia impresa, anzi, di godermi il mio essere imprenditrice!

Nella Sala Slot con la mia attività

Quando ho deciso di fare del mio hobby (hai letto bene, era solo un hobby!) una professione mi sono buttata con tutte le mie forze e le mie conoscenze di allora –pari a zero– nel condurre un’attività, nel provare a farla funzionare. L’unico problema era che per me fare impresa significava cercare di vincere in un gioco d’azzardo in cui tutto dipendeva dalla fortuna e ben poco da quello che sapevo fare.

Mi rendevo conto che dovevo fare delle cose che mi avrebbero dato visibilità. Quindi scrivevo un po’ di qua, commentavo un po’ di là, al meglio di quello che sapevo, sperando che prima o poi qualcuno interessato mi avrebbe contattato.

Così passavano i mesi: il primo, il secondo, poi il terzo… e anche il quarto, senza nessun riscontro positivo.

Dopo il quarto mese mi contattò una persona interessata ma voleva solo dei semplici consigli. Qualche mese ancora e finalmente si presentò un’opportunità reale: ebbi la possibilità di fare un webinar per un gruppo di potenziali clienti in target (una grandissima occasione per farmi conoscere!). Beh, vi dico subito come andò a finire: tutti i partecipanti furono molto felici e contenti della mia presentazione ma poi… il silenzio.

Nessuna di queste 26 (!) persone si sentiva di iniziare a lavorare con me. Eppure avevano espresso così chiaramente il bisogno di Coaching, l’avevano detto loro stessi alla fine della mia presentazione! Ed io sapevo che sarei stata la persona con le competenze e l’esperienza giusta per aiutare loro con le loro esigenze. Ma comunque nessun riscontro.

Poi altri mesi senza tanto movimento, tranne qualche cliente di qua e di là. Sicuramente non si poteva chiamare “attività commerciale” quello che stavo svolgendo.

Guardandomi in retrospettiva, potrei dire che ero come una persona attaccata ad una Slot Machine in una Sala Slot. Stavo lì, continuavo a premere quel benedetto pulsante – l’unico che sapevo usare e che pensavo mi avrebbe aiutato – sperando di poter vincere un giorno il Jackpot. Nella vita reale per chi gioca alle Slot, ogni tanto succede, ma non si sa mai quando… e se!

Esattamente così era anche per me.

Condurre la mia attività in questo modo non era affatto piacevole: portava con sé notti insonne, la voglia di arrendermi, lo scoraggiamento, e nutriva una voce che dentro di me cercava di convincermi di smettere una volta per tutte di sognare ed iniziare a pensare cosa fare da grande.

Il gioco d’azzardo si trasforma in una partita di Poker

Andò avanti sempre così, fino ad un bel giorno in cui cambiò tutto.

Incontrai Valeria che, con disinvoltura e piena fiducia, mi rivelò che fare impresa non doveva per forza essere un gioco d’azzardo. Poteva essere vissuto come una giocata di Poker.

Potevo essere io la persona che controllava la maggior parte dei fattori e non dovevo per forza affidarmi alla mera fortuna. Capii che avevo già in mano le carte che servivano per giocare una partita vincente con la mia attività: le mie competenze professionali in primis, la mia personalità ed il mio modo di essere, le mie particolarità caratteriali che attraggono un certo tipo di persone che si trovano bene con me. Il mio network di amici e conoscenze in ambito privato e professionale; ma anche le cose più banali e ovvie, come il tempo a disposizione e le risorse materiali e immateriali.

Ma, cosa ancora più importante, capii che la cosa che rendeva diverso il gioco di Poker da un semplice gioco d’azzardo era l’avere una strategia di come, quando e dove usare quale carta. Ogni partita è diversa e la strategia per ogni gioco deve essere ben studiata e poi applicata.

Capire questo principio, anzi, questa verità fondamentale di business, è stata la pietra miliare nel mio percorso da imprenditrice e libera professionista. Ha cambiato il mio modo di fare impresa, di approcciarmi alla mia attività e di vedere le potenzialità future. Vivo più serena, ho ritrovato il mio “potere personale” che a sua volta migliora il mio servizio e la mia presenza come Coach e, last but not least, dormo più tranquilla!

Diventa giocatore di Poker e punta tutto sulla strategia!

Nel mondo del business, il fattore “gioco d’azzardo” resterà sempre: ci sono le condizioni di mercato che cambiano, i bisogni delle persone che si evolvono, il cambio del clima politico o sociale o fattori personali che non possiamo prevedere.

Siccome fare impresa non deve essere necessariamente un giro alle Slot, ma può anche essere come giocare a Poker, posso dire che la fortuna non è l’unico fattore determinante nel gioco! Il caso può essere gestito, tenuto sotto controllo ed usato anche a favore della propria attività, impiegando la strategia giusta per giocare le carte in modo vincente.

Questa è la mia storia, che ho deciso di condividere con tutti voi sperando che possa essere d’aiuto o d’ispirazione a qualcuno. Naturalmente non per tutti si tratta di scegliere tra Slot e Poker… ci sono anche un sacco di altri giochi!

Ad esempio, il tuo modo di fare impresa somiglia, secondo te, in qualche modo, ad un gioco d’azzardo? E se sì, a che gioco stai giocando? Quanto è importante il “fattore fortuna” nella buona riuscita della tua impresa? E soprattutto… non è che preferiresti giocare a Poker???

Se non hai ancora iniziato a giocare per paura di rimetterci troppo o stai ancora premendo lo stesso pulsante che premevo io, in attesa del Jackpot, sappi che se hai voglia di cambiare tutti noi del team di Pocket Manager siamo qui per te. Sappiamo come affiancarti, affinché anche tu possa diventare un “giocatore professionista di Poker” nel mondo del business e smettere di affidare il successo della tua attività al puro caso!

By |2018-10-11T19:31:41+00:00ottobre 11th, 2018|Gioco d'azzardo|0 Comments

Leave A Comment