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La paura di fallire ha il potere di distruggere

Si dice che quando si è alla guida bisognerebbe concentrare la propria attenzione sul punto in cui la strada sparisce alla nostra vista, in lontananza, invece che sul bordo o su eventuali ostacoli e buche da evitare. Inconsciamente infatti tendiamo ad andare là dove si concentra la nostra attenzione e, qualora fissassimo un ostacolo con l’intendo di evitarlo, il risultato quasi inevitabile sarebbe di sbatterci contro o provocare un incidente a causa della distrazione dal resto dell’ambiente circostante.

Nel business vale esattamente la stessa regola, eppure ci sono dei momenti nella vita di ogni imprenditore in cui la paura di fallire supera il desiderio di successo, in cui l’urgenza di raggiungere degli obiettivi minimi si fa di gran lunga più impellente rispetto alla volontà di realizzare il proprio sogno d’impresa. Capita a tutti, prima o poi, e non c’è nulla di cui vergognarsi.

Più piccola è l’impresa, poi, più alta è la probabilità che a causare questo “stato di crisi” non siano solo fattori oggettivi di business ma anche questioni personali che riguardano il titolare dell’attività, che ne condizionano la lucidità e la presenza di spirito nella gestione imprenditoriale.

In teoria non dovrebbe essere così, eppure per i liberi professionisti e i piccoli imprenditori esiste una quasi totale identità tra persona e business che a volte complica notevolmente le cose. Ma cerchiamo di andare più a fondo per capire che cosa intendo per paura di fallire.

 

L’idea del fallimento

Il fatto è che siamo stati cresciuti con l’idea che il fallimento fosse qualcosa di irreparabile: una chiusura definitiva, la morte del business e un’onta per l’imprenditore.

Quante persone, per paura di fallire, non hanno mai fatto nemmeno i primi passi nel mondo del business? Quante ottime idee non hanno mai preso forma per questo, sostituite da un posto fisso, sicuro e confortevole? Eppure chi ha deciso di partire e di buttarsi non è affatto immune a tutto questo e, a volte, la paura di fallire diventa troppo forte per potervi resistere.

Il bisogno di realizzazione che ispira a compiere i primi passi, la luce del faro che permette di navigare anche di notte dritti verso la propria meta, il desiderio di rivalsa e di conquista che sembra generare un’energia inesauribile per gli imprenditori, permettendo loro di lavorare continuamente al top delle proprie possibilità…

Ecco può capitare che tutto questo di colpo sparisca, come un cielo che si annuvola oscurando il sole.

Non resta che cercare di tenere a galla la barca, tentando di mantenere viva la speranza, che invece, col passare del tempo, si affievolisce sempre più, mentre del sole non resta altro che un vago ricordo.

 

La paura di fallire è come un nuvolone

La paura di fallire si fa allora via via più pressante, come un nuvolone che si addensa e da questa situazione sembra che non ci sia scampo. Ti chiedi quale follia ti abbia spinto a metterti in mare, in base a cosa hai compiuto tutte le scelte che ti hanno portato in questa situazione, quanto realistici fossero gli obiettivi che ti sei dato… e intanto la barca inizia ad affondare.

Ma forse non deve essere necessariamente così. Guarda in faccia la tempesta, affronta il nuvolone del fallimento, comprendilo e chiediti: cos’è?

La fine di un’attività per come è stata fino ad ora, ecco cos’è! Perché evidentemente la barca non era costruita nel modo corretto per poter stare a galla anche con il mare mosso. Eppure tu, imprenditore, sai che ogni attività cambia continuamente, quindi il cambiamento non è poi niente di nuovo.

Guarda quel nuvolone: hai mai visto una nuvola che rimane fissa in cielo? No, le nuvole passano e passerà anche questa. Ti posso dire che se non vedi più il sole, devi smetterla di credere in qualcosa che oggi sembra non esserci più, ma guarda la nuvola che ha preso il suo posto, comprendila e abbi fiducia che se ne andrà così come è venuta.

Non aver paura di fallire perché non c’è nulla di definitivo a questo mondo.

Il fallimento non è altro che la necessità di un cambiamento quindi, se non hai paura di cambiare, non hai nulla da temere.

 

Il cambiamento rende più forti

La tua impresa ha la capacità di cambiare insieme a te: può rinnovarsi, chiudere e riaprire sotto una nuova veste con le caratteristiche che questa esperienza ti ha fatto capire siano utili e necessarie per essere migliore di prima.

Chi non ha mai avuto il coraggio di lasciare il porto – intendo tutti quelli che sono rimasti dietro le loro scrivanie da posto fisso – non dovrebbero puntare il dito contro chi, invece, è stato in mare aperto, a prescindere da come siano andate le cose.

Agli imprenditori che si concedono il lusso di giudicare, consiglierei di non cantare vittoria perché prima o poi le crisi capitano a tutti e la vera abilità non si misura solo in base alla capacità di evitarle, ma anche e soprattutto di superarle.

Chi ci è già passato non si permetterebbe mai di giudicare. Io per prima ho vissuto questa esperienza e, non solo non giudico, ma tendo anche la mano.

Non avere paura di fallire, ne puoi uscire più forte di prima, puoi farcela e se hai bisogno di un aiuto, sappi che io ci sono!

 

Con affetto,

Valeria Pindilli

Pocket Manager

 

 

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