L’incubo dell’agenda bianca

L’incubo dell’agenda bianca

L’incubo dell’agenda bianca

Oggi vorrei raccontarti una storia, quella di Laura, una giovane professionista che, nel bel mezzo della sua vita lavorativa, si trova a dover affrontare un incubo terrificante: quello dell’agenda bianca!


Laura e l’incubo dell’agenda bianca

Laura è una ragazza di 35 anni che, dopo aver finito gli studi col massimo dei voti e aver lavorato diversi anni per un’agenzia, decide di smettere di lavorare per qualcun altro e iniziare a farlo per sé stessa. È una persona molto determinata e in questo nuovo lavoro vuole mettere tutto il suo entusiasmo. Vuole giocarsela fino in fondo e non ha paura di lavorare duro o di rimettersi in gioco per imparare tutto ciò che occorre sapere di nuovo per essere una libera professionista. All’inizio fatica molto a trovare dei clienti, ma dopo un paio di anni di gavetta le cose iniziano finalmente a prendere il giusto ritmo e la sua agenda si riempie sempre più di appuntamenti con clienti da seguire.

Nonostante i tanti impegni e la stanchezza che inizia a farsi sentire, Laura è felice che le cose inizino finalmente ad andare bene. Sente che il suo sogno si sta realizzando e questo le dà una soddisfazione immensa.

Una mattina Laura si sveglia e, come al solito, prima ancora di alzarsi dal letto controlla l’agenda sul suo smartphone per rivedere l’organizzazione della giornata… ma con grande sorpresa, quel giorno non era fissato alcun appuntamento.

Che strano, pensa… eppure era certa di avere qualcosa da fare! Fa un rapido zoom out sull’intera settimana e, incredibilmente, anche quella è bianca, così come tutto il resto del mese! Com’è possibile? C’è qualcosa che non va.

Con un filo di ansia che inizia ad annidarsi alle sue spalle, Laura si alza, maledice la tecnologia inaffidabile e si dirige a passi svelti verso la scrivania, dove per sicurezza tiene un’agenda cartacea.

“Non è possibile che gli appuntamenti siano spariti anche da lì!” – pensa fra sé e sé.

Sfila il segnaposto che indica la data odierna e… niente: pagina bianca! Nemmeno una macchiolina d’inchiostro che indichi che quell’agenda sia mai stata usata.

Nel panico, Laura riprende lo smartphone per chiamare i suoi contatti di lavoro: cerca i clienti, i colleghi, i fornitori ma niente. Trova solo i nomi dei famigliari e di altre persone che non riconosce. Non sapendo che fare, pensa di chiamare tutti i numeri in rubrica per chiedere come sia possibile che…

E a quel punto, sudata e totalmente nel panico, Laura si sveglia davvero!

Laura si sveglia dal sogno con una forte sensazione di ansia addosso, legata al timore di aver perso i frutti di tutto il duro lavoro svolto. E, come prima cosa, afferra lo smartphone per controllare l’agenda del giorno e la trova piena come al solito.

Prima di tirare un sospiro di sollievo, Laura verifica che anche il resto della settimana e del mese siano compilati correttamente e scopre che tutti gli appuntamenti che si aspettava giacciono al loro posto. Le sembra quasi che le sorridano in modo comprensivo e rassicurante.

Finalmente serena, Laura si accinge ad iniziare la giornata come da programma. La paura è passata, era solo un sogno! 

Ma Laura, per sicurezza, decide di riempire prima possibile anche i pochi spazi rimasti vuoti in agenda!


Cosa nasconde l’agenda

Quello di Laura, per sua fortuna, era solo un sogno, ma quanti di noi proverebbero un brivido di terrore di fronte ad una situazione del genere?

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma ogni giorno lottiamo contro la paura di sbagliare e di perdere i sacrifici fatti. Con questo intendo i contatti di lavoro, il rapporto con i clienti, i progetti in corso… le nostre agende non sono solo uno strumento per gestire il tempo.

Tra le righe dei nostri calendari infiliamo, senza far troppo rumore, tutti i nostri sogni, le speranze e le preoccupazioni.

Un’agenda piena ci comunica che siamo utili, che abbiamo un nostro posto nel mondo e stiamo facendo tutto il necessario per mantenerlo.

Un’agenda vuota, invece, ci sussurra che stiamo sbagliando e, se non lavoriamo, vuol dire che non stiamo facendo il nostro dovere come dovremmo. Oltre al fatto che stiamo solo perdendo del tempo!

Tra quelle righe possiamo leggere con orgoglio i nostri sacrifici o possiamo schiantarci contro i nostri errori. E tutto ciò dipende solo da noi stessi, dal nostro modo di vedere le cose o da ciò che ci ha insegnato la società.

L’agenda come metro di valore

Già, perché tante volte qualcuno ci ha detto: “Mi raccomando, datti da fare!”, “Guarda com’è bravo lui, che si impegna tanto da lavorare 13 ore al giorno senza pause” o semplicemente ci ha fatto sentire in difetto, ostentando tutti i propri impegni come fossero un vanto.

E ogni volta dentro di noi è stato gettato il seme di un pensiero:

Più una persona è impegnata, più vale (o quantomeno dimostra di valere).

Ma se questo pensiero cresce e mette radici nella testa, crea schiere di professionisti iper-stressati, che vivono in equilibrio precario su un filo fatto di impegni. Un solo appuntamento che si aggiunge o si toglie, a volte, può sbilanciarli e scatenare importanti crisi di nervi.

Non siamo padroni del nostro tempo

Tutto questo perché? A che scopo continuare a riempire i calendari di eventi inutili o di progetti che non si sa mai se partiranno? Cosa dimostra un’agenda colma di appunti e post-it fino a scoppiare?

Riflette solo una cosa: non siamo padroni del nostro tempo, né consapevoli delle nostre forze.

Già, perché se lo fossimo:

  • Cercheremmo di ridurre il numero di impegni, non di accrescerlo;
  • Useremmo l’agenda come strumento di gestione efficace del tempo e non come metro del nostro valore professionale;
  • Inseriremmo ore o giorni di riposo extra, invece di fare gli straordinari e lavorare anche il fine settimana;
  • Potremmo dedicare attenzione e cura a ogni singola persona che incontriamo;
  • Saremmo meno stressati e quindi più efficienti, sia nel breve sia nel lungo periodo.

Così, finalmente potremo trovare anche del tempo per fare ciò che ci piace, per creare soluzioni alternative alle nostre difficoltà, per analizzare con calma e sangue freddo le situazioni.

E non ultimo, troveremo del tempo per ascoltare il nostro cuore che ci dice sempre dove dovremmo andare, anche se a volte, presi dai troppi impegni, ci dimentichiamo di ascoltarlo.

Riprendiamoci la libertà

Mi sento allora di fare un appello, a tutti i professionisti che leggono questo articolo e colgo l’occasione di ricordarlo anche a me stessa.

Basta riempire le agende e le menti di impegni schiaccianti: siamo umani!

Viviamo oggi la vita che tanto desideriamo e, se cerchiamo la libertà, iniziamo a riprendercela. Ricordiamoci che le ore di riposo sono importantissime per il nostro benessere, non sono un buco nell’agenda al quale rimediare.

Prendiamo atto del fatto che siamo tenuti a fare solo ciò che realmente vogliamo fare, niente di più e niente di meno.

Riconosciamo che, anche se non abbiamo dei datori di lavoro dispotici…

Noi siamo i peggiori “padroni” di noi stessi.

Infine, teniamo ben presente che siamo responsabili per noi stessi e che non dobbiamo rendere conto ad altri come impieghiamo il nostro tempo.

Con affetto,
Valeria Pindilli
Pocket Manager


PS: Se anche tu hai l’incubo dell’agenda bianca e temi che il tempo voli via in un soffio, ti consiglio di leggere l’articolo sulla gestione del calendario di Chiara Battaglioni, che sull’organizzazione ci ha costruito la sua “libera” professione!

By | 2018-05-24T11:45:38+00:00 maggio 24th, 2018|Gestione del tempo|0 Comments

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