Se sei un giovane in cerca di impiego o un professionista e desideri iniziare a gestire la tua attività in autonomia, potrebbe esserti capitato di imbatterti in opportunità di lavoro in forma di franchising. Si tratta di una formula di collaborazione particolare, che potrebbe riservare grandi benefici ma anche grandi rischi. Prima di decidere di aderire o meno a un franchising quindi è importante conoscere questo modello di business in modo da saper valutare correttamente le singole proposte in cui ci si potrebbe imbattere.

COS’È UN FRANCHISING

“Franchising: Contratto mediante il quale un’azienda concede il diritto di commercializzare i suoi prodotti o servizi usando il suo nome o marchio ad un’altra azienda, dietro pagamento di un canone.” – Oxford Languages

Come spiega la definizione, si tratta di un accordo tra due parti:
Il franchisor (affiliante): un produttore/offerente di beni o servizi, con una formula commerciale consolidata, che desidera espandere la propria rete d’impresa;
Il franchisee (affiliato): un imprenditore che desidera avviare una nuova attività avvalendosi della forza comunicativa di un marchio noto e di un know how (“competenza”, “saper fare”) specifico, riducendo i rischi ed i costi di avviamento;

Aderendo al contratto di franchising (tipologia di contratto normato dalla legge 129/2004), il franchisor concede al franchisee di utilizzare il proprio nome oltre che eventuali marchi, brevetti e formule, per commercializzare i propri prodotti/servizi. Il franchisee si impegna a distribuire i prodotti o erogare i servizi del franchisor sottoscrivendo un contratto che norma l’accordo ed eventualmente versando un canone di affiliazione (fee) prestabilito, oltre che eventuali contributi e percentuali sul fatturato generato (royalties).

UN PO’ DI STORIA

Il modello franchising è nato, così come lo conosciamo oggi, da un’evoluzione degli accordi tra produttori e distributori già in voga a fine Ottocento. Prende il nome dal termine “franchigia”, una condizione di libertà che già nel Medioevo indicava un privilegio concesso dai sovrani o principi sia agli stati che ai cittadini, e consistente in autonomie di vario tipo. Intorno agli anni ’20 del Novecento fu utilizzato per la prima volta, nella veste in cui lo conosciamo oggi, per facilitare l’apertura di nuove sedi di grosse imprese operanti nel settore della ristorazione. Da allora ha continuato a crescere e a diffondersi a livello mondiale, facilitando l’autoimprenditorialità anche in momenti di crisi e permettendo alle imprese di raggiungere rapidamente una copertura geografica più ampia e capillare di quanto avrebbero potuto ottenere attraverso qualsiasi altro modello. Dal boom degli anni ’50 ad oggi, le imprese in franchising sono arrivate a ricoprire il 50% del mercato della vendita al dettaglio negli USA, il 45% nel Canada, adattandosi a qualsiasi settore, sia per quanto riguarda la vendita di prodotti che di servizi. In Italia le imprese franchisor sono più di 1000 e gestiscono oltre 55 mila franchisee, generando un giro d’affari che supera i 21 miliardi.
Col tempo sono state sviluppate diverse forme di franchising, tra cui le principali oltre la classica sono quella che copre più punti vendita, il master franchising (a copertura nazionale), le attività in corner e quelle in contro vendita o dropshipping. Nonostante ciò e forse proprio grazie alla grande flessibilità di questo modello di business, troppe volte si scambiano per franchising delle formule contrattuali diverse (tipo: concessione di vendita, partenariato, reti multi-livello, contratto di licenza e contratto di agenzia). Questo, unito a una scarsa conoscenza di un modello che in Italia è sbarcato solo a partire dagli anni ’70, genera ancora oggi una grande confusione e spesso della diffidenza verso una formula contrattuale che invece, se gestita con etica e correttezza, offre grandi opportunità di business sia ai franchisor che ai franchisee.

I BENEFICI TANGIBILI E INTANGIBILI

Perché potrebbe valer la pena di valutare la possibilità di far crescere la propria impresa in forma di franchising o di lanciare la propria attività aderendo a un franchising già esistente?

Per il franchisor: decidere di crescere in forma di franchising significa rinunciare ad alcune sicurezze e a parte del controllo della propria impresa, ma anche aprirsi alla possibilità di espandersi molto velocemente, trasformando quello che sarebbe un costo (l’apertura di una nuova sede o l’assunzione di nuovo personale) in una fonte di ricavo, riuscendo a raggiungere il proprio pubblico in una maniera estremamente capillare e bypassando molte spese necessarie che spesso sono delle vere e proprie barriere alla crescita delle piccole attività. Certo, un franchising non si costruisce da solo. Per arrivare ad averne uno non basta avere un marchio noto e una formula commerciale collaudata: occorre aver pensato l’attività in questa forma fin da principio o investire per adeguarla, standardizzando strutture e processi di gestione e vendita in modo tale da renderli facilmente replicabili da parte degli eventuali franchisee. Servirà poi testare il modello con dei “franchisee pilota”, essere pronti a dimostrare la solidità del business anche aprendo i libri contabili e rendendoli visibili, oltre che adeguare la contrattualistica e il marketing allo scopo. Si tratta indubbiamente di un grande investimento, che spesso però si può ridurre drasticamente iniziando a prepararsi per tempo e che vale nella stragrande maggioranza dei casi molto più di quanto speso.

Per il franchisee: lasciare il proprio lavoro da dipendente per mettersi in proprio o decidere di lanciarsi nel mondo del lavoro seguendo fin da subito una carriera imprenditoriale significa fare una scelta molto coraggiosa e decidere di percorrere una strada che non è mai uguale a quella di qualcun altro e per la quale di fatto nessuno può prepararti davvero. Scegliere di farlo aderendo a un franchising significa ridurre drasticamente i tempi, i rischi e gli investimenti necessari per far questo, acquisendo rapidamente gli strumenti e le competenze necessarie per gestire in autonomia la propria impresa, forti però dell’esperienza, della reputazione e dei metodi già acquisiti e testati da un marchio più noto e consolidato. I benefici potenziali sono molti, sia tangibili (costi e tempi di avviamento ridotti, piena consapevolezza degli investimenti richiesti, formazione mirata, know-how e brand distintivi, possibilità di valutare la sostenibilità analizzando lo storico dell’impresa e degli altri affiliati…) che intangibili (maggiore sicurezza nel proporsi al mercato, supporto tecnico e morale da parte di un team di lavoro consolidato, immediata credibilità e reputazione…). Quello che però non bisogna mai dimenticare è che, per quanto l’ambiente di lavoro sia in un certo senso tutelato e il processo di avviamento facilitato, si tratta pur sempre di un’iniziativa imprenditoriale, che consente di mantenere un’ampia autonomia nell’organizzazione dei tempi, dei mezzi e delle risorse ma che implica anche un certo livello di rischio insito nell’iniziativa e richiede impegno e competenza per dare buoni frutti.

8 ASPETTI CHIAVE DEI FRANCHISING DI VALORE

Se dopo aver letto tutto questo stai ancora valutando di aderire ad un franchising o stai pensando di costruirne uno, ecco infine alcuni aspetti dei franchising che è fondamentale valutare attentamente per non rischiare di fare scelte sbagliate:

1) I prodotti/servizi in oggetto: è importante che siano facilmente erogabili/rivendibili da parte dei franchisee, che le caratteristiche siano chiare e che ci siano dei manuali dettagliati che permettano di gestire la commercializzazione nella maniera più snella ed efficace possibile;
2) I vincoli contrattuali, parte integrante del contratto di franchising, possono variare molto da un’impresa all’altra. Bisogna leggerli attentamente, assicurarsi che non siano troppo stringenti e prestare molta attenzione a non subire troppo il peso contrattuale della controparte in sede di negoziazione;
3) Modalità di uscita: quando si decide di firmare un contratto, la prima cosa da sapere è come fare ad uscirne se servisse, definendo tempi e modalità di recesso, possibilità di cessione, eventuali penali ecc. In questo caso in particolare, sia da una parte che dall’altra, la prudenza non è mai troppa;
4) Costi del franchising e modalità di pagamento delle fee di adesione ma anche di eventuali royalties e contributi vari. Da prediligere sempre un approccio onesto, sostenibile e trasparente. Naturalmente il costo complessivo sarà dato dal valore dalla somma del know-how del franchisor, della reputazione del suo brand e di tutti gli asset che vengono messi a disposizione del franchisee;
5) Qualità della formazione: un buon franchising non si limita a fornire i mezzi necessari per l’esecuzione del lavoro ma anche una formazione dettagliata e approfondita sul settore in oggetto, sulla professione da svolgere e sulle modalità di commercializzazione dei beni/servizi;
6) Brand, marketing e visibilità: non è compito di un franchisor assicurare ai franchisee un flusso di potenziale clientela ma è certamente sua responsabilità assicurare una discreta visibilità, garantire la qualità della reputazione del brand e contribuire all’acquisizione di nuovo pubblico;
7) Esclusiva: nonostante non sia più sempre possibile garantire un’esclusiva per area geografica, soprattutto con l’avvento di nuove professioni e nuovi mercati digitali, è comunque bene assicurarsi una qualche forma di esclusiva per area di mercato, per il bene di entrambe le parti;
8) Storico: è nel diritto del franchisee chiedere di visionare bilanci e dati riguardanti la storia dell’impresa affiliante, oltre che informarsi in merito all’evoluzione degli eventuali franchisee passati ed al motivo per cui hanno interrotto la relazione, dunque è fondamentale avere casi studio, testimonianze e dati reali da visionare/rendere visibili;

 

Infine, considera che, nonostante possano sembrare più affidabili imprese franchisor con una grande storia alle spalle, non è detto che imprese più giovani non possano invece risultare più appetibili perché in grado di offrire marginalità più alte o una qualità della relazione più prossima e di valore.

Che tu sia un aspirante franchisor o franchisee, spero che questo contenuto ti abbia fornito delle informazioni utili e magari degli strumenti nuovi per decidere se prendere o meno la strada del franchising. Naturalmente però nessun articolo potrà mai sostituire il tuo istinto o il valore di una consulenza mirata su un caso specifico. Se ti potrà essere d’aiuto, siamo pronti ad offrirti un primo parere in maniera assolutamente gratuita e senza impegno: è il nostro contributo per cambiare il modo in cui si fa impresa in Italia e contribuire a rendere grandi le piccole imprese!

Con affetto,
Valeria Pindilli
Pocket Manager